Lubrorefrigerante sempre pulito senza filtri a perdere

L’idrociclone Nikuni VDF (Vortex dynamic filters) separa dal lubrorefrigerante delle macchine utensili il 90% di particelle solide di 10 µm di grandezza, anche nella lavorazione di alluminio, grafite, pietra e marmo.

di R.G.

L’efficienza e la precisione delle moderne macchine utensili è legata anche alla corretta gestione del liquido lubrorefrigerante. La scelta dell’olio da taglio è importante, ma la pulizia del liquido e l’assenza di particelle solide in sospensione lo sono altrettanto. L’azienda inglese Aeration&Mixing risponde a questa esigenza con i sistemi di filtrazione VDF (Vortex dynamic filters) sviluppati dal gruppo giapponese Nikuni, specializzato nella produzione di pompe industriali per applicazioni speciali e impianti di filtraggio e trattamento acque. In occasione della 31ma BI-MU, l’azienda inglese ha infatti presentato la gamma rinnovata degli idrocicloni Nikuni, i sistemi di filtrazione in grado di rimuovere dal lubrorefrigerante il 90% delle particelle solide di dimensioni superiori a 10 µm senza utilizzare elementi filtranti da pulire periodicamente o sostituire e smaltire in discarica. “A Milano, in BI-MU, ha debuttato il nuovo Nikuni VDF CL-1000”, spiega Peter W. Pridham, Amministratore Delegato di Aeration&Mixing, il distributore europeo dei filtri ciclonici Nikuni. “Ora la gamma VDF comprende idrocicloni in grado di trattare da 20 a 1.000 l di liquido al minuto in circuito chiuso. La flessibilità del sistema permette un’ampia gamma di configurazioni, che spazia dagli apparecchi stand-alone manuali e carrellati, ai sistemi automatici montati a bordo macchina fino agli impianti centralizzati per il trattamento del lubrorefrigerante”.

I vantaggi della separazione fisica delle impurità solide
Gli idrocicloni Nikuni nascono da complessi studi di fluidodinamica che hanno permesso di individuare la forma conico-cilindrica ottimale dell’elemento separatore, ma il loro funzionamento è estremamente semplice. Il liquido da trattare è spinto in pressione nella parte superiore del corpo del filtro, dove si genera un flusso vorticoso ad alta velocità. Per effetto della forza centrifuga, le particelle solide sono spinte verso la parte inferiore del filtro e sedimentano nell’elemento di raccolta, mentre il liquido purificato fluisce istantaneamente verso il condotto d’uscita in alto e ritorna in circolo. Quando il contenitore di raccolta è pieno, una valvola ad apertura manuale o automatica espelle i sedimenti raccolti insieme a una modesta quantità di liquido. La separazione delle particelle solide avviene quindi senza elementi filtranti, parti meccaniche in movimento e condotti che possano intasarsi, garantendo livelli di pulizia del lubrorefrigerante difficilmente raggiungibili dai sistemi convenzionali. L’unico vincolo operativo è legato al peso specifico dei corpuscoli da separare, che in un lubrorefrigerante a base acqua deve essere superiore a 2. L’idrociclone è pertanto utilizzabile con quasi tutti i materiali lavorati con macchine utensili o rettifiche, dai metalli alla grafite fino alla pietra e al marmo. Anche nel caso di un metallo leggero come l’alluminio (peso specifico 2,5), l’idrociclone Nikuni separa a ogni passaggio il 65% delle particelle di
3 µm di grandezza e il 95% di quelle di 10 µm. Il materiale estratto è un sedimento omogeneo che può essere avviato al riciclo insieme agli altri sfridi di lavorazione, eliminando i fermi macchina, i costi e l’impatto ecologico dello smaltimento in discarica degli elementi filtranti contaminati impiegati nei sistemi tradizionali. Altri vantaggi sono la ridotta manutenzione dell’idrociclone e la costanza nel tempo del livello di pulizia del liquido, che non risente del progressivo decadimento e intasamento dei filtri meccanici come avviene nei sistemi tradizionali.