Precisione e qualità

La società genovese O.A.G.-Officina Artigiana Giannini, un punto di riferimento nella costruzione stampi e nello stampaggio di termoplastici e termoindurenti, è in grado di rispondere a progetti estremamente complessi provenienti dai più svariati settori merceologici. Grazie all’impiego dei centri di lavoro a marchio Fehlmann, l’azienda è stata in grado di migliorare i propri processi produttivi.

di Alberto Marelli

Dal progetto all’oggetto è lo slogan che caratterizza la O.A.G.-Officina Artigiana Giannini, realtà con sede a Genova, specializzata da oltre vent’anni nel campo degli stampi tecnici per materie plastiche. “Siamo in grado di fornire alla committenza un servizio completo: dalle attività di progettazione fino al prodotto finito”, afferma Paolo Giannini, titolare della società genovese. “Ciò rappresenta un notevole vantaggio per la clientela poiché trova in O.A.G un interlocutore unico per tutti i processi necessari alla costruzione di stampi termoplastici e termoindurenti”.
L’azienda nasce nel gennaio del 1998 dopo la cessione al figlio dell’ex titolare e si sviluppa ad oggi su un’area coperta di 1.800 m2 su due livelli: al piano superiore si trovano il reparto costruzione stampi e l’area stoccaggio materie prime mentre al piano inferiore i reparti stampaggio termoindurente e stampaggio termoplastico. “Agli inizi l’azienda era focalizzata esclusivamente sulla costruzione stampi, solo successivamente il mercato mi ha spinto ad ampliare l’attività anche verso la produzione del prodotto finito”, spiega Giannini.
Principale occupazione dell’azienda è lo stampaggio di termoplastici e termoindurenti (circa il 60% del fatturato) anche in bassi quantitativi che può contare su un’attrezzeria per la costruzione di stampi di piccola e media grandezza (dimensioni massime 446×446 mm) a canale caldo, ad una o multimpronta (stampi a terza piastra, stampi a guance, stampi ad alta produttività temprati per articoli tecnici ad elevato contenuto tecnologico) e per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli stampi in prestito d’uso.
Grazie all’elevato know-how acquisito nel corso degli anni, O.A.G. è in grado di soddisfare le richieste provenienti dai più diversi settori merceologici, tra i quali elettrico, avionico, ferroviario, elettronico-industriale, telecomunicazioni, elettromedicale, nautico e ultimamente anche subacqueo. “I principali componenti che escono dai nostri stampi sono connettori; componenti per valvole, sia motorizzate che elettrovalvole; parti di maschere e occhialini per il nuoto; componenti per la timoneria”, sottolinea Giannini.
Primario obiettivo dell’azienda è il rinnovo costante del parco macchine per rimanere all’avanguardia e poter andare incontro alle richieste sempre più complesse della clientela.
In O.A.G. lavorano diciotto dipendenti: quattro in attrezzeria, due in ufficio e il resto nel reparto di produzione.

Un valido supporto alla committenza
Un punto di forza dell’azienda genovese è che tutto il processo costruttivo dello stampo, tranne i trattamenti termici ed i rivestimenti, viene eseguito internamente. “È una scelta dettata soprattutto dalla necessità di rispettare i tempi di consegna, purtroppo sempre più stretti”, spiega Giannini. “In questo senso cerchiamo di standardizzare tutto ciò che riguarda la componentistica all’interno dello stampo, come ad esempio i normalizzati e i canali caldi, oltre che le attività di progettazione. Un ulteriore passo sarà automatizzare al massimo l’attrezzeria”.
O.A.G. dispone di un’unità interna di progettazione stampi in grado di fornire alla committenza un valido supporto alle attività di sviluppo prodotto. “Il nostro ufficio tecnico segue tutta la fase di progettazione e creazione dei percorsi utensile, che vengono trasferiti direttamente alle macchine”, spiega il titolare.
L’attrezzeria è equipaggiata con centri di lavoro a 3 assi, macchine per elettroerosione a tuffo e a filo, una pressa prova stampi oltre alle classiche attrezzature da officina. “Le macchine per elettroerosione lavorano sempre in non presidiato, mentre i centri di lavoro solo per le operazioni di finitura”, sottolinea Giannini.
Il reparto di produzione è dotato di quattordici presse per lo stampaggio termoplastico, con potenze che vanno da 17 a 200 t, e sei per lo stampaggio termoindurente, con potenze da 60 a 270 t. “Le presse sono tutte collegate in rete con un sistema che gestisce i materiali nonché l’avanzamento della commessa. È nostra intenzione dotarci anche di un sistema gestionale per l’officina in modo da tenere costantemente sotto controllo i tempi di lavorazione oltre che i costi e la marginalità”, spiega Giannini.

Una macchina estremamente versatile
La lavorazione di stampi di alta precisione richiede un equipaggiamento adeguato. Ed è proprio per questo motivo che da diversi anni l’azienda genovese collabora con il costruttore svizzero Fehlmann (distribuito nel nostro Paese da Vemas) per le attività di fresatura. “Avevamo la necessità di acquistare un centro di lavoro versatile, in grado di garantire precisione assoluta e affidabilità del processo di lavoro. Ero già a conoscenza delle qualità delle macchine a marchio Fehlmann, e dopo aver esaminato le caratteristiche del modello Picomax 56 TOP ho compreso subito che era il modello più indicato per la nostra attività”, spiega Giannini.
“È una macchina in grado di lavorare in maniera completamente manuale per mezzo dei volantini elettromeccanici e della leva di foratura, impostando di fatto dei fine corsa elettronici analoghi ai fine corsa meccanici in uso sulle macchine convenzionali, scegliendo però di volta in volta quando passare alla programmazione ISO o conversazionale a seconda dell’operazione che si sta effettuando. Il risultato è che si riescono a realizzare i pezzi velocemente, utilizzando le diverse modalità. Ed è proprio questa caratteristica che ci ha convinto nella scelta di Picomax 56 TOP”. Grazie alle funzioni Fehlmann TOP (Touch Or Program) è possibile ad esempio forare una piastra agli angoli manualmente impostando gli interassi, svasare e filettare gli stessi fori sempre manualmente, saltare alla modalità conversazionale e fresare una tasca sul pezzo inserendo semplicemente le dimensioni della stessa, poi collegare la macchina al sistema CAD/CAM e sul medesimo pezzo fresare una figura in 3D, per poi passare nuovamente in manuale e smussare i bordi della piastra.
Viste le prestazioni e l’affidabilità della macchina, l’azienda genovese ha acquistato nel 2015 un altro modello Fehlmann, ed esattamente il centro di lavoro Picomax 60. “Fehlmann produce macchine estremamente rigide in grado di garantire elevate finiture superficiali oltre a un’estrema precisione sui contorni. Posso affermare che grazie a queste macchine abbiamo ridotto notevolmente i tempi di finitura e di aggiustaggio. Sono rimasto positivamente impressionato anche dall’affidabilità dei centri di lavoro: in tutti questi anni di utilizzo non è stato mai necessario l’intervento dell’assistenza tecnica”, dichiara il titolare.

Criteri estremamente rigorosi nella costruzione delle macchine
Dal 1930 la società Fehlmann segue dei criteri estremamente rigorosi nella progettazione e realizzazione dell’intera sua gamma di macchine utensili, comuni a tutti i prodotti: geometrie interamente realizzate a raschietto e righe ottiche su tutti gli assi per mantenere la precisione nel tempo e permettere lavorazioni critiche; tavole sovradimensionate rispetto alle corse delle macchine per poter applicare attrezzature aggiuntive senza ridurre il campo di lavoro; produzione di tutti i componenti delle macchine all’interno dell’azienda (salvo CNC, lamiere e poco altro) per garantire disponibilità dei ricambi anche a lungo termine e un servizio post vendita veloce e costante nel tempo; progettazione curata e attenta alle esigenze delle aziende e al comfort dell’operatore.
Dotazione completa già nella versione standard
Il centro di lavoro Picomax 56 TOP è realizzato con un basamento in ghisa minerale per favorire l’assorbimento delle vibrazioni generate dalle lavorazioni e poggia al suolo su tre punti.
Due particolarità della struttura della macchina sono il ridotto ingombro a terra (1.700×1.900 mm e 2.500×1.900 nella versione L) nonostante il peso notevole (più di 3 t) e il fatto che, essendo la macchina destinata anche a piccole officine, centri di ricerca e laboratori, riesce a passare anche attraverso spazi ristretti. Per il trasporto, la macchina può essere infatti smontata e passare da uno spazio largo 85 cm.
Picomax 56 TOP offre già nella configurazione base gli equipaggiamenti di una fresatrice moderna e performante. La macchina è infatti equipaggiata con controllo numerico digitale Heidenhain TNC 620 e motomandrino Fehlmann raffreddato con una coppia elevata per la fresatura universale fino a 12.000 giri/min, maschiatura per interpolazione Z/S, fresatura 3D, alesatura e altro ancora. Le corse della macchina sono: X 500 mm, Y e Z 400 mm. La velocità di avanzamento raggiunge i 20 m/min.
La fresatrice può essere equipaggiata con un divisore Fehlmann per la lavorazione su quattro assi e con un cambio utensile a venti o trenta posti.
Un comodo accesso alla zona di lavoro facilita le operazioni di carico e scarico pezzo; un’ampia vetrata assicura un costante controllo della lavorazione.
La superficie di serraggio è posta a un’altezza di lavoro ottimale per raggiungere comodamente i pezzi e i dispositivi di serraggio.
Le ampie dimensioni della tavola (908×480 mm) permettono il serraggio di più pezzi e di pezzi voluminosi. Ciò riduce sensibilmente i tempi morti poiché permette di lasciare montati diversi dispositivi di serraggio. In base alle necessità dell’utilizzatore, la macchina può essere equipaggiata con un cambio utensili automatico. Il supporto utensili per il cambio manuale così come il cambio utensili automatico sono perfettamente integrati nella macchina e non necessitano di spazio supplementare.

Il CNC è programmabile in modalità conversazionale o ISO
Con il controllo numerico Heidenhain TNC 620 e i cicli supportati dalla grafica, il centro di lavoro è in grado di lavorare a tre e quattro assi pezzi complessi.
Il controllo numerico è programmabile in modalità conversazionale (testo in chiaro Heidenhain) o DIN ISO. Per le operazioni più usuali (tasche, scanalature, spostamenti del punto di origine e così via) l’operatore dispone di numerosi cicli assistiti graficamente. La simulazione 3D integrata permette di controllare rapidamente e con semplicità le lavorazioni complesse.
La console di comando rotante può essere posizionata, a seconda delle necessità, frontalmente o lateralmente.