Nel 2021 sarà già ripresa

In occasione dell’annuale assemblea dei soci di UCIMU-Sistemi per Produrre, sono stati comunicati i dati di consuntivo. Archiviato un 2019 non certo brillante, il 2020 ha segnato il crollo degli investimenti in macchine utensili, in Italia e all’estero, ma la ripresa dei consumi è prevista già nel 2021. Eletto il nuovo Presidente dell’associazione per il biennio 2020-2021.

Nel 2019 l’industria italiana costruttrice di macchine utensili è risultata quarta tra i produttori e quarta anche nella classifica degli esportatori, scalzata dalla Cina che le ha sottratto lo storico terzo posto. Resta invece invariato il quinto posto nella classifica dei paesi consumatori, a conferma dell’importanza del mercato italiano nello scenario internazionale. Archiviato un 2019 non certo brillante, il 2020 ha segnato il crollo degli investimenti in macchine utensili, in Italia e all’estero, ma la ripresa dei consumi è prevista già nel 2021. Questo, in sintesi, è il quadro illustrato dal Presidente di UCIMU-Sistemi per Produrre Massimo Carboniero, in occasione dell’annuale assemblea dei soci, cui sono intervenuti, Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria,
e Marco Fortis, economista e Vicepresidente di Fondazione Edison.

Lo scorso ottobre si è tenuta l’annuale assemblea dei soci di UCIMU-Sistemi per Produrre.
Lo scorso ottobre si è tenuta l’annuale assemblea dei soci di UCIMU-Sistemi per Produrre.

I consuntivi 2019

Secondo i dati di consuntivo elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU, nel 2019, la produzione di sole macchine utensili si è attestata a 5.890 milioni di euro, registrando un calo del 3,8% rispetto al 2018. Il risultato è stato determinato principalmente dalla riduzione delle consegne dei costruttori sul mercato interno, scese del 6,5%, a 2.526 milioni di euro. Più contenuto è risultato il calo dell’export che si è attestato a 3.364 milioni di euro, l’1,7% in meno rispetto all’anno precedente. Nel 2019, principali mercati di sbocco dell’offerta italiana sono risultati: Stati Uniti (421 milioni di euro, +19%), Germania (376 milioni di euro, -4,7%), Cina (303 milioni di euro, -11%), Francia (234 milioni di euro, +2,8%), Polonia (173 milioni di euro, -24,5%), Spagna (144 milioni di euro, – 0,1%), Russia (119 milioni di euro, +19,4%), India (99 milioni di euro, +17,4%). In calo il consumo che, sceso del 7,5%, a 3.970 milioni di euro, interrompe il trend di crescita che durava da quattro anni.

Barbara Colombo, il nuovo Presidente di UCIMU-Sistemi per Produrre, e a fianco Massimo Carboniero, che ha concluso il suo mandato.
Barbara Colombo, il nuovo Presidente di UCIMU-Sistemi per Produrre, e a fianco Massimo Carboniero, che ha concluso il suo mandato.

Le stime 2020

Duramente provata dalla crisi sanitaria esplosa nei primi mesi dell’anno, l’industria italiana di settore, nel 2020, vede un pesante arretramento per tutti i principali indicatori economici. Come emerge dalle stime elaborate dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU, la produzione di sole macchine utensili dovrebbe calare del 34,6%, a 3.850 milioni di euro. L’export scenderà del 27,2%, a 2.450 milioni di euro. In particolare, secondo l’elaborazione UCIMU dei dati ISTAT, nel periodo gennaio-giugno 2020, principali mercati di sbocco dell’offerta italiana sono risultati: Stati Uniti (152 milioni di euro, -18,2%), Germania (113 milioni di euro, -39%), Cina (105 milioni di euro, -36,4%), Francia (73 milioni di euro, -39%), Spagna (48,6 milioni di euro, -28,4%).
Il crollo del consumo interno, stimato in calo del 43,3%, a 2.250 milioni di euro, avrà un pesante impatto sulle consegne dei costruttori italiani sul mercato interno il cui valore si fermerà a 1.400 milioni di euro, pari al 44,6% in meno rispetto al 2019. Altrettando decisa sarà la riduzione, a fine anno, delle importazioni che si attesteranno a un valore di 850 milioni di euro, pari al 41,1% in meno rispetto all’anno precedente.

Le previsioni 2021

Le previsioni elaborate (in settembre 2020) dall’istituto econometrico Oxford Economics rilevano invece una decisa ripresa degli investimenti in tecnologie di produzione già a partire dal 2021 in tutte le aree del mondo. Nel prossimo anno la domanda mondiale di macchine utensili crescerà a 58,9 miliardi di euro (+15,1%). Il trend positivo continuerà anche nel triennio consecutivo in modo costante: 63,3 miliardi di euro nel 2022 (+7,5%), 66,4 miliardi nel 2023 (+4,9%), 68,8 miliardi nel 2024 (+3,6%). Con un incremento del consumo pari al 20,6%, a 16.555 milioni di euro, l’Europa nel 2021 risulterà l’area più vivace rispetto al resto del mondo. Occorre però considerare che l’Europa è l’area che ha sofferto maggiormente nel biennio 2019-2020. Con riferimento all’Italia, dopo il pesante arretramento registrato nel biennio 2019-2020, nel 2021 il consumo di macchine utensili tornerà a crescere attestandosi a 3.111 milioni di euro, il 38,2% in più rispetto al 2020.

“Per questa ragione – ha commentato il Presidente UCIMU Massimo Carboniero – occorre un piano ragionato di intervento a stimolo e sostegno degli investimenti in nuove tecnologie di produzione. Il processo di trasformazione digitale avviato da ormai un quinquennio non è certo concluso e, anzi, si è in parte arrestato in questi mesi di emergenza sanitaria. È invece importante che la trasformazione in atto continui e raggiunga anche quelle imprese che fino ad ora sono rimaste escluse”. “In questo senso – ha continuato Carboniero – il Recovery Fund varato ora dall’Europa è la migliore e più grande occasione per scegliere la via della crescita e dello sviluppo del nostro Paese. Alle autorità di governo chiediamo di ragionare attentamente sull’utilizzo e l’allocazione delle risorse che spettano al nostro Paese, affinché non solo siano indirizzate – come è richiesto – a provvedimenti per lo sviluppo ma affinché sia fatta una scelta oculata dando precedenza a quelli realmente attivatori della crescita del sistema economico del Paese. è questo il caso dei provvedimenti per l’innovazione e la competitività. Occorre proseguire, ben oltre il 2020, con il Piano Transizione 4.0 che di fatto permette il credito di imposta sui macchinari acquisiti nell’anno in corso”.

L’industria italiana costruttrice di macchine utensili è risultata quarta tra i produttori e quarta anche nella classifica  degli esportatori a livello mondiale.
L’industria italiana costruttrice di macchine utensili è risultata quarta tra i produttori e quarta anche nella classifica degli esportatori a livello mondiale.

Eletto il nuovo Presidente per il biennio 2020-2021

Durante l’assemblea dei soci di UCIMU-Sistemi per Produrre si è svolto anche il rinnovo delle cariche sociali e l’elezione del nuovo Presidente, che per la prima volta è una donna: Barbara Colombo, Amministratore Delegato di FICEP, azienda di famiglia alla terza generazione, operante nel settore della produzione di macchine utensili per lavorare i profili di acciaio e la lamiera e per lo stampaggio a caldo. “Sono onorata ed emozionata per questo incarico. Spero che la mia nomina possa ispirare tante altre donne a impegnarsi in un settore, quello della meccanica, che è decisamente stimolante”, ha dichiarato Barbara Colombo. Il nuovo Presidente è da tempo impegnata nell’attività associativa. Nominata, nel 2008, membro del Consiglio Direttivo di UCIMU-Sistemi per Produrre, dal 2015 ad oggi è stata Vice Presidente dell’associazione. Nel biennio 2007-2009 è stata membro del Consiglio Generale di UNIVA, Unione Industriali della provincia di Varese e, nel biennio 2017-2018, del Consiglio Generale di FEDERMECCANICA. Dal 2019 fa parte della delegazione italiana di CECIMO, l’associazione delle industrie europee della macchina utensile e, da giugno 2020, ne è il tesoriere. Laureata in Economia Aziendale, con indirizzo in Finanza Aziendale, presso l’Università Luigi Bocconi di Milano, Barbara Colombo ha conseguito il Master in Corporate Finance di SDA Bocconi.